Massaggio Ayurvedico e Olistico

 

Prima di tutto è necessario sottolineare che toccare una persona è un gesto estremamente intimo e profondo che suscita ed evoca sensazioni forti.

La prima forma di massaggio in età neonatale è la carezza. Il “tocco” ricevuto dal bambino sta alla base  della struttura psicofisica dell’individuo. Toccare la pelle, che è un organo nervoso,  vuole dire infatti stabilire un contatto con tutto l’organismo e in età infantile   fortifica non solo le percezioni e le relazioni con ciò che ci circonda, ma aiuta anche  il sistema immunitario.

Non tutti da adulti, accettano o si fidano abbastanza per essere massaggiati e specialmente  da una persona estranea e ciò dipende anche dall’ approccio con il tocco che hanno avuto da piccoli.

La parola massaggio deriva dal greco “masso” e significa impastare, esercitare pressione.

Il massaggio consiste essenzialmente nelle azioni di  impastare, frizionare e palpare. Il massaggio agisce sull’energia di  ogni parte del corpo.


massaggio-olistico


L’addome è la zona più importante dell’organismo perché presiede alla funzioni di assimilazione, trasformazione ed  eliminazione delle sostanze nutritive oltre che di procreazione, ed è la zona  dove si stabilisce il primo legame tra il bambino ed i genitori. L’ombelico e la schiena sono punti di fondamentale importanza perché il primo è ciò che resta del legame nutritivo con la madre durante la gravidanza, e la seconda è ciò che, permettendoci di stare in piedi e di muoverci, rende possibili le nostre azioni e  realizzabile la nostra volontà.

Il tatto agisce dunque sul sistema limbico  e sull’ipotalamo suscitando reazioni differenti, evocando immagini, ricordi, sensazioni ed emozioni, attivando i vari tipi  di respirazione (metabolica che permette la ventilazione, vegetativa, che riguarda il movimento e l’utilizzo delle sostanze nutritive e vocale, che deriva dal canto, dalla risata e dai suoni ) e nutre  tutti i tessuti e gli organi del corpo.

Ecco perché esso è importante per riequilibrare l’energia a tutti i livelli.  Questo avviene anche attraverso la respirazione non solo di chi riceve il massaggio ma anche di chi lo fa. L’effetto del massaggio sono non è solo locale ma generale ed arriva a livelli molto profondi agendo non solo sulla sfera emozionale ma anche sui tessuti e sui vari organi e apparati favorendo il rilassamento, coadiuvando a combattere dolori e rigidità dovuti a tensioni e stress, migliorando le respirazione, migliorando la circolazione, tonificando e purificando la pelle (che diventerà più luminosa), favorendo la naturale eliminazione delle tossine

Secondo l’Ayurveda energia e materia diventano una cosa sola. Tutto ciò che accade nel macrocosmo ha corrispondenza nel microcosmo dell’essere umano e i cinque elementi hanno corrispondenza nei cinque sensi. Il massaggio ayurvedico, che si esegue con oli caldi di diversi tipi a seconda delle necessità, si rifà dunque alla teoria dei Dosha ovvero alle tre energie vitali che secondo l’antica filosofia indiana risiedono nell’organismo di ogni essere vivente e che ne condizionano sia la condizione fisica che emotiva. I Dosha sono: Vata che presiede al principio del movimento nel corpo ed è collegato agli elementi Aria e Spazio, Pitta che è il Dosha legato alla trasformazione, e al metabolismo sia fisico che mentale ed è collegato agli elementi Fuoco e Acqua, e Kapha che significa ciò che unisce ed è legato a tutto ciò che nel corpo è coesione (tessuto connettivo) e collegato agli elementi Terra e Acqua.  Nei vari tipi di massaggio ayurvedico  (Abhyangam, Snehana, Shirodara, Pinda Sveda, Udvartana) sono di fondamentale importanza non solo il tipo di olio utilizzato ma anche il ritmo e la velocità che si adattano alle diverse costituzioni e di conseguenza alle diverse energie. Attraverso il massaggio ayurvedico si possono  quindi riportare queste tre energie in equilibrio e armonia quando esse sono in eccesso o in difetto. Attraverso il massaggio ayurvedico si possono riportare queste tre energie in equilibrio e armonia quando esse sono in eccesso o in difetto e si può riarmonizzare l’intero terreno psicofisico su cui si agisce. 

Il massaggio olistico e quello Ayurvedico si rifanno dunque, ma non solo,  alla teoria degli umori e dunque alle costituzioni/temperamenti : Sanguigno-dominante (Vata in Ayurveda collegato all’elemento Aria, al sangue  e al cuore caratterizzato da distrazione , irregolarità, instabilità, freddo corporeo, l’energia è bloccata nella parte superiore del corpo), Collerico. sottomesso-remissivo  (Pitta in Ayurveda, collegato all’elemento Fuoco, al Fegato e caratterizzato da frenesia, estremizzazione, tensione ed irritabilità, esplosioni  d’ira, l’energia si blocca a livello del collo , delle spalle, del bacino), Melanconico-rigido (Kapha in Ayurveda, collegato agli elementi Terra e Acqua, alla Milza e  allo stomaco e caratterizzato da rigidità, rimuginazione, tensione, sudore, bassa temperatura corporea, l’energia rimane alle estremità del corpo ), Linfatico- dipendente (Kapha-Pitta  in Ayurveda, che è collegato all’elemento Acqua, all’apparato drenante e ai reni e caratterizzato da lentezza, malleabilità, mollezza dei tessuti, rilassamento, temperatura corporea generalmente moderata, da scarsa energia in tutti i punti di contatto con l’ambiente).

Ogni tipologia costituzionale è predisposta a certe problematiche fisiologiche e ad ogni tipologia costituzionale saranno utili determinate essenze e piante piuttosto che altre oltre che l’uso di oli diversi.

Oltre alla costituzione è importante osservare anche il momento particolare in cui la persona si trova , il momento dell’anno in cui ci si trova e le problematiche appunto contingenti al momento.

Osho diceva: “il massaggio non è una cosa ordinaria ma straordinaria. Le mani si muovono con l’energia del cuore. La cura è dal cuore, è una qualità artistica. Nel massaggio sensibilità ed efficacia sono una conseguenza uno dell’altro. Mente e  corpo, spirito e materia si armonizzano e si uniscono. Trattando diverse parti del corpo trattiamo anche diversi pensieri, emozioni, influendo sulla coscienza di sé e sull’inconscio”.